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viernes, 28 de febrero de 2020

Jean-François Ducis, membro dell’Académie Française nel 1779, alla Grande Chartreuse.


Jean-François Ducis e Grande Chartreuse


Cari amici in precedenti articoli vi ho illustrato la visita di personaggi illustri alla Grande Chartreuse e le loro esternazioni a seguito di quella toccante esperienza. CroninIppolito Pindemonte, ed oggi vi parlerò del poeta e drammaturgo francese Jean-François Ducis nominato per la sua fama membro dell’Académie Française nel 1779.

Egli visitò la casa madre dell’ordine certosino nel giugno del 1785, ed a seguito di quella visita ebbe a dire che : “Il mondo non ha un’idea di tale pace; è quella un’altra terra, un’altra natura; si sente ma non si può definirla, codesta serenità che vi entra nel cuore. … Beati voi, Certosini, che vivendo con Dio morrete in questi eremi.’ Beato chi viene a vedervi in questo posto che voi abitate, ma cento volte più felice chi non ne esce più.'”. Durante tutta la vita il monaco tenta di penetrare nel cuore di Dio mediante la fede e la carità e, con la preghiera assidua, la lettura spirituale, la meditazione e lo studio, cerca di crescere sempre più nell’amore e nella conoscenza di Lui “.

Come da tradizione, un ospite illustre prima di lasciare la certosa scriveva il proprio nome ed un breve commento, qualche verso o qualche massima a testimonianza del proprio rispetto e riconoscimento verso la comunità monastica certosina.

Il registro alla data 4 giugno 1785 annota quanto segue….

Che calma! che deserto! In profonda pace,

Non sento più ruggire le tempeste del mondo.

Il mondo è scomparso, il tempo si è fermato …

Inizi per me, terribile eternità?

Ah! Sento già che, in questo augusto recinto,

Un Dio confortante si degna di placare la mia paura ..

Lo so, è un padre, che ama gli umani. Perché avrebbe dovuto interrompere il lavoro con le sue mani? È quello che mi ha formato nel grembo di mia madre; vuole il mio pentimento, ma vuole che io speri. O tu che, su queste montagne imbiancate dagli inverni, venni a cercare gelate, una tomba, deserti, e che, volando più in alto, con il tuo amore estremo, sembravo, vicino al cielo, vivendo nel cielo stesso, che amo per vedere le tue impronte in questi luoghi santi. La culla del tuo Ordine è nascosta nei cieli. È lì che, dal Signore che ripete le lodi, la voce dei tuoi figli è salita al coro degli angeli. Lì, dai suoi falsi piaceri, attraverso il secolo perduto, il viaggiatore riflessivo sospirava spesso. Queste rocce, questi abeti, questo torrente solitario, tutto parla, tutto mi istruisce a disprezzare la terra, la terra, dove la felicità è un frutto estraneo, che sempre alcuni vermi in segreto vengono a rosicchiare. Durante tutto il dolore ho trovato lì le immagini. L’amore ha i suoi tormenti, l’amicizia i suoi oltraggi. Che desideri ingannati, lavoro superfluo! Tu che, vivendo per Dio, muori in questi ritiri, beato chi viene a trovarti nel porto dove sei, ma cento volte più felice di chi non lo lascia mai più!

Parole che testimoniano quanto la visita in certosa ebbe un forte impatto sul noto drammaturgo. Una poesia ed una lettera su questa esperienza vi proporrò ancora, per cogliere al meglio le emozioni profonde provate da Jean-François Ducis.

Toda la noticia AQUÍ.


lunes, 10 de febrero de 2020

Escuchando su pintura: Marc Chagall y los sonidos del color.

Escuchando su pintura: Marc Chagall y los sonidos del color.


            En el  mismo momento en que Ediciones Encuentro me encomendó la traducción del francés del impresionante libro de Pierre PROVOYEUR Marc Chagall, Museo de Niza, sentí cómo de sus páginas fluían los colores más cegadores y la música más evocadora posible. Los destellos de su pincel se mezclaban con el rítmico sonido de las poesías que contiene, que finalmente se dejaron en su lengua original -francés- por deseo de la viuda de Chagall. Los colores salían del papel, y se confundían con los sonidos de las teclas y de la pantalla del ordenador, a medida que la traducción avanzaba, y la estancia se iba sumergiendo en sus colores sonoros. Difícil pero pacificador trabajo. El resultado está ahí. Después de su edición y de visitar el museo de Niza, mi idea de la pintura se confundió con mi vivencia de la música, sin llegar a separar nunca más la una de la otra.

Quizá las palabras de José Gaspar Birlanga Trigueros sean un incentivo más para acercarse a la impresionante figura de un personaje tan evocador: Desde su infancia, la música siempre estuvo presente en la vida y en la obra de Marc Chagall. Pero esa presencia lejos de mitigarse se acrecentó hasta el punto de que su hacer pictórico puede entenderse al modo de una composición musical. Los colores se disponen en el cuadro como tonalidades, los objetos se disponen en el lienzo como las notas de una partitura e incluso como los instrumentos de una orquesta. Además de todo ello, la influencia de los elementos musicales acrecienta aún más en el espíritu y en la letra de su obra la sensación de liberación del peso de la gravedad. 
Así, sus cuadros desde el punto de vista del contenido están plagados de continuadas referencias a la música (instrumentos, intérpretes, ritmos,…); pero también desde el punto de vista formal: los valores compositivos, el uso expresionista del color, la condensación volumétrica, el irreal (o surreal) carácter figuracionista, todo ello puede ser leído en una confluencia de lenguajes (plástico y musical) que colaborarán en la creación de composiciones más libres, más emotivas, más danzantes y cálidamente volátiles. Este acercamiento a la pintura de Chagall desde la música, y desde sus músicas, permite entender mejor su idea del arte como celebración, como con-versión al amor y a la alegría de una vida vivida desde esa partitura. Como él decía: El color, como la música, es vibración. Todo es vibración.



[1] Marc Chagall (en ruso Марк Захарович Шагал (Mark Zajárovich Shagal); (Vitebsk7 de julio de 1887 - Saint-Paul de Vence, Francia, 28 de marzo de 1985) fue un pintor francés de origen bielorruso.
[2] Marc Chagall, Museo de Niza, de Pierre PROVOYEUR. Ediciones Encuentro, Madrid, 1984, 259 pp. ISBN: 8474901081.

Luis Leprince-Prensa Villegas.

Luis Leprince-Prensa Villegas.  ¿Toda mi vida?   La mystique dans l'art, la mystique dans la vie, la mystique dans la nature, voilà ce q...